Il progetto Safe Quarry

Il progetto SAFE QUARRY si inserisce nella categoria “Sistemi e distretti produttivi tipici” promosso dalla Regione Toscana ed è finalizzato ad introdurre tecnologie di monitoraggio innovative a supporto del distretto lapideo con lo scopo di aumentare e migliorare l’attività estrattiva. La tecnologia di monitoraggio in via di sviluppo nel corso di progetto è orientata ad automatizzare ed aumentare le operazioni di controllo del sottosuolo, e le relative attività di analisi ed interpretazione dei dati, con una conseguente necessità di personale altamente qualificato. Tale innovazione consentirà da un lato di avere una maggiore quantità di prodotto e con caratteristiche migliori, dall’altro di ridurre in modo considerevole le risorse energetiche e di materie prime utilizzate durante il processo di estrazione, raggiungendo una sostanziale riduzione delle risorse utilizzate. L’introduzione di tecnologie altamente automatizzate permetterà inoltre di far evolvere il processo estrattivo attraverso un controllo continuo che favorirà nel medio termine la crescita del settore grazie a continue politiche di monitoraggio e revisione del processo. 

 

Obiettivi ed impatto

L’obiettivo del progetto SAFE QUARRY è lo sviluppo di un sistema componibile e trasportabile per la movimentazione di un array di sensori georadar, utili all’identificazione e valutazione on site delle eventuali fratture dell’ammasso lapideo in procinto di essere cavato. Le innovazioni che il progetto intende introdurre miglioreranno l’efficienza di valutazione sul posto della fratturazione: tramite emissione radar (dell’ordine del Ghz), si otterrà un riscontro oggettivo ed in tempo reale che possa indirizzare le attività di cava, ottimizzandone lo sfruttamento.

Il sistema sviluppato sarà in grado di valutare fratture di dimensioni inferiori al mm, direttamente sull’ammasso e non come accade ora solo su blocchi già cavati, generando un beneficio sia economico che ambientale.

Esempi di analisi di fratturazione tramite GPR

SAFE QUARRY si pone l’obiettivo di progettare una struttura per il posizionamento e il tracking del sistema di sensori in modo da ottimizzare le operazioni di monitoraggio, adattandosi ad eventuali disuniformità nella parete rocciosa, e ottenere dati georeferenziati sullo stato di fratturazione dell’ammasso lapideo in procinto di essere cavato.

Si procederà inoltre con il design di una macrostruttura meccanica capace di movimentare il sistema costituito da sensori radar e sensori per il posizionamento, che sfruttando possibilmente le strutture di movimentazione dei macchinari di cava, potrà ricoprire con facilità e in tempi ristretti tutta la superficie della cava stessa, evitando che operatori si muovano sulle pareti, eliminando rischi legati alla loro sicurezza.

 

L’idea proposta, insieme alle competenze tecniche delle aziende e centri di ricerca coinvolti nel progetto, fornirà ai partecipanti un notevole vantaggio competitivo, specie in un momento così particolare dell’industria italiana, che potrà essere sfruttato a livello mondiale per una migliore coltivazione delle cave, generando al contempo un indubbio ritorno in termini di innovazione tecnologica e sviluppo economico alla Regione Toscana.

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